Il fenomeno dei dispositivi presi in prestito dagli hacker per il mining delle criptovalute non riguarda esclusivamente i PC, ma interessa anche gli smartphone e i tablet. Il sito Malwarebytes, ad esempio, sposta i riflettori su una campagna volta al mining di Monero utilizzando i terminali degli utenti: il fenomeno, a partire da novembre dello scorso anno, ha interessato milioni di dispositivi Android che sono stati reindirizzati verso una pagina appositamente creata per effettuare il mining, in browser e con le risorse dello smartphone. A differenza di altri attacchi simili, quello di cui si discute non nasconde gli effetti agli occhi dell'utente finale: il sito, infatti, contiene un avviso che, esplicitamente, indica che è in corso l'attività di mining, alla quale si porrà fine solo quando l'utente inserirà un apposito codice captcha nel campo di testo, per ''dimostrare di essere umano". Sino a quando il codice non viene inserito, il processore dello smartphone o del tablet è usato tendenzialmente al 100 per cento, per minare la criptovaluta. L'estensione del fenomeno non è definita nel dettaglio, ma è indubbiamente rilevante: Malwarebytes ha identificato non meno di cinque domini internet che utilizzano lo stesso codice captcha, almeno due siti hanno oltre 30 milioni di visitatori mensili, e i domini circa 800,000 visitatori al giorno, complessivamente. Pur ipotizzando una visita relativamente breve della pagina da parte del singolo utente, si tratta comunque di un'attività nel complesso rilevante (e redditizia per chi la gestisce).Fotocamera al top e video 4K a 60fps con tutta la qualità Apple? Apple iPhone 8 Plus, in offerta oggi da Tiger Shop a 739 euro oppure da ePrice a 850 euro. – Vai alla Fonte